In cerca di…Autori Emergenti…Katiuscia Napolitano

Buongiorno Book Lovers, oggi per “In cerca di…Autori Emergenti…” ho come ospite nel mio blog una scrittrice simpaticissima Katiuscia Napolitano.
Katiuscia oltre essere una brava scrittrice ha anche un bellissimo blog “raccontamiblog.wordpress.com”.
Look Left” è il secondo romanzo di Katiuscia Napolitano.

copertina 2

Ora conosciamo meglio l’autrice di “Look left”, Katiuscia Napolitano….

1. Ciao Katiuscia, complimenti per il tuo libro, “ Look Left”, l’ho trovato molto divertente e mi hai fatto venir voglia di visitare Londra. Sono felice di averti ospite nel mio blog e di aver accettato di sottoporti a questa intervista, sarà breve prometto, una quindicina di domande per farti conoscere meglio ai lettori. In poche parole chi è Katiuscia Napolitano, dove vive, come ama trascorrere il suo tempo e come è nata la passione per la scrittura.

Prima di tutto ciao Anna e grazie per i complimenti e per l’invito! In poche parole sono una giovane scrittrice, un’avida lettrice e una viaggiatrice. Tutto in trice, insomma! Sono siciliana ma vivo da vent anni nella provincia di Bergamo, probabilmente questo mi ha reso un po’ gitana, sempre in movimento. Le mie grandi passioni sono infatti i libri e i viaggi, affiancati dalla cucina, dalle serie tv, dalla fotografia…
Scrivo da quando ho imparato a farlo, posso dire che la scrittura è nata con me e si è sviluppata subito. Scrivevo piccoli racconti horror già in terza elementare! Poi per un periodo, con i primi anni di lavoro, la scrittura è stata messa in un cassetto, per poi tornare come esigenza fisica prepotente. Da quando è tornata, abbiamo giurato di non lasciarci più, come nelle love stories!

2. Quale momento del giorno trovi più congeniale scrivere? E scrivi a mano o al computer?

Ormai scrivo al pc, lo trovo più comodo e io che sono una disordinata cronica non rischio di perdere troppi pezzi (mi è capitato di smarrire capitoli interi… una tragedia!). Non ho un orario prestabilito per scrivere. Può essere di mattina come di notte, dipende dagli altri impegni, dall’urgenza di scrivere e dall’insonnia, ovviamente! Però se dovessi scegliere un orario direi nel tardo pomeriggio, tra le sette e otto, quando la testa può tirare fiato…

3. Gli autori spesso trovano ispirazione per i loro personaggi in persone reali. Anche per te è così?

Assolutamente sì. Ogni cosa che ci circonda è un’ispirazione continua. Un volto, un gesto, una frase carpita da qualche parte possono diventare uno spunto creativo o essere “appioppati” a un personaggio. Inoltre io sono convinta che si scrive sempre di quello che si conosce, anche se c’è chi lo nega!

4. Quanto è durata la stesura di “Look Left”?

La prima stesura è stata molto rapida, solo due mesi. Ero però un periodo molto particolare, mi ero trasferita a Londra con l’esclusivo intento di dedicarmi tutto il giorno a me stessa e alla mia passione, quindi potevo dedicare alla stesura del libro anche due ore al giorno. Ed essendo da sola, non esistevano weekend o altri impegni a cui dare retta. È stato un periodo molto bello!

5. Usi una scaletta o vai a schema libero?

Entrambi. Per i racconti vado sempre a schema libero, sul lungo invece, come nel caso di Look left, dopo il primo periodo ho per forza bisogno di una scaletta per non perdermi niente.

6. Mi è piaciuta molto l’idea di inserire nel tuo romanzo un tour turistico di luoghi insoliti di Londra, io adoro scoprire luoghi non turistici, come mai quest’idea?

Vivendo in città, e avendo tanto tempo, il mio hobby preferito era quello di perdermi per luoghi che non avevo mai visto. È stato inevitabile, quindi, che tutte queste meraviglie finissero nel mio romanzo, alimentandolo e divenendone parte integrante.

7. Ho letto la tua auto-intervista, parlavi di una tecnica per raccontare il personaggio, la tecnica delle 25 domande, ma ci sono altre tecniche della scrittura che vuoi suggerire?

Un’altra tecnica che mi ha aiutato moltissimo è quella dell’arco narrativo classico, dove la storia viene considerata come una lunga salita verso un picco (il climax narrativo), e la discesa che ne consegue. In questo modo è possibile costellare, anche in modo visivo, questa scalata con gli avvenimenti del testo, per capire se è troppo, troppo poco e analizzare meglio i momenti di svolta.

8. Prediligi un luogo particolare dove scrivere?

Amo molto scrivere in mezzo alla gente, al bar, nei mezzi pubblici… Mi concentro di più! A casa invece scrivo al mio scrittoio, uno splendido regalo di compleanno.

9. Il libro è già tutto presente nella tua testa prima di cominciare a scrivere o si sviluppa mano a mano che vai avanti?

Per me sempre mano mano. Pensa che ho deciso il finale di Look left che ero già a metà stesura. È la storia a portarti con sé dove vuole, e non è detto che poi vada nella direzione che avevi pensato all’inizio. Dipende anche dall’umore del momento, da cosa si sta vivendo… Raramente ho tutta una storia, e infatti è per questo che sono piena di incipit da portare a compimento!

10. Livia, la protagonista del tuo romanzo “Look Left”, è una ragazza/donna italiana che si è trasferita per lavoro a Londra è allegra, vivace, dinamica, quanto c’è di te in Livia?

Moltissimo. Le sue passioni sono anche le mie, e le ho trasmesso la mia voglia di indipendenza. Ovviamente siamo anche diverse, perché Livia ha deciso di passare quasi tutta la sua vita da sola, senza legami sentimentali, che è esattamente la scelta opposta alla mia. Come diceva Kundera, ogni personaggio è un pezzo di noi che percorre un’altra strada. Qualcosa che avremmo voluto essere o che al contrario odiamo. È un modo per sondare i nostri se, per esplorare il mondo, sia quello che esterno che quello più esteso dentro di noi.

11. Ora una domanda che ho fatto a tutti gli autori emergenti e non, un consiglio a chi vuole intraprendere la strada di scrittrice.

Leggere!!! Tanto tanto tanto tanto! Sembra un consiglio banale ma giuro che non lo è, ho incontrato scrittori emergenti che non hanno aperto un libro negli ultimi anni. Scrivere è un mestiere solitario, citando Stephen King, e leggere ti mette di fronte alle capacità altrui. Inoltre, ti da informazioni sul mercato, cosa funziona, cosa no… Ed è una perfetta scuola di scrittura, sintassi, punteggiatura.

12. Come hai scelto i tuoi personaggi?

Sono loro che hanno scelto me. Io mi dico sempre che sono i personaggi che vengono da noi, spetta allo scrittore ascoltarli, assecondarli e far sì che prendano vita sulla carta. A un certo punto, queste persone ti appaiono nella testa e se li vedi in modo perfetto, allora devi iniziare subito a scrivere!

13. Tre aggettivi per convincere i lettori a comprare e leggere “Look Left”.

Dovreste comprarlo perché è un romanzo metropolitano, romantico e sognatore!

14. “Look Left” è il tuo secondo romanzo, stai già pensando ad un terzo?

Al momento no. Dopo la pubblicazione di un romanzo ho sempre bisogno di un lungo periodo di decompressione da quella storia per intraprenderne una nuova lunga. Però vorrei pubblicare l’anno prossimo una raccolta di racconti, tutti al femminile.

15. Chi ti ha incoraggiato a pubblicare il tuo primo romanzo?

Sarebbe immediato dire la mia famiglia, e sicuramente è così, ma in realtà c’è lo zampino di una mia amica-scrittrice. Seguivamo lo stesso corso di scrittura creativa e aveva ascoltato con tutti gli altri un estratto di Immortal. Sapeva che era incompiuto e qualche mese dopo mi ha inviato il link di un concorso letterario perfetto per il genere, incitandomi a portare a compimento il libro per partecipare. E così ho fatto. Questo mi ha lasciato una grande voglia di essere disponibile verso gli altri scrittori, perché è un mondo in cui le invidie la fanno da padrone, mentre sarebbe molto più bello e più facile fare rete, considerarsi risorse e non rivali. E visto che io una mano l’ho ricevuta, provo a pareggiare i punti col karma dandola sempre a chi la chiede, anche se spesso non si concretizza nemmeno in un grazie. Ma l’importante è essere apposto con se stessi, no?

Grazie Katiuscia per aver risposto alle mie domande, hai ragione dovremmo aiutarci di più.

Buona lettura

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