Recensione 31: Jane Eyre

“ «Qualche volta», disse, «ho nei suoi confronti una sensazione curiosa, specialmente quando mi è vicina come ora. Mi sembra di avere una corda nella parte sinistra nel mio petto strettamente legata a una corda analoga posta nella parte corrispondente della sua personcina. E se mare e terra si frapporranno fra noi, temo che quella congiunzione andrà spezzata, e ho la convinzione che comincerò a sanguinare dentro…» “

Wow che dichiarazione!!!!!

Buongiorno Book Lovers, che parole, anche meglio che sentirsi dire “Ti amo”, quante vorrebbero sentirsi dire queste parole?

Avrete capito che la recensione di oggi è un romanzo d’amore, per “Autunno d’Amore” il primo romanzo di Charlotte BrontëJane Eyre”.

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Jane Eyre” classico della letteratura inglese, pubblicato nel 1847 da Charlotte Brontë con il pseudonimo di Currer Bell, edito da Smith Elder and Co., romanzo tabù per quei tempi per gli argomenti trattati, classismo, uguaglianza tra sessi, religione, femminismo.

Romanzo autobiografico dell’autrice, Jane è la stessa Charlotte, considerata brutta, piccola, gracile, pallida e minuta; vestiva sempre abiti neri molto uniformi, non amava indossare gioielli, parla bene il francese, aveva insegnato ed era diventata istitutrice, si critica per il suo essere austero ma allo stesso tempo ha un carattere appassionato.
Nel romanzo l’autrice racconta anche una esperienza spaventosa che aveva vissuto da piccola, per un periodo lei e le sue sorelle avevano frequentato un istituto per figli di ecclesiastici, dove vitto insufficiente, condizioni igieniche inadeguate, portarono alla morte delle due sorelle maggiori, Maria ed Elizabeth, e reso cagionevole la saluta di lei ed Emily.

“ Il refettorio era una stanza grande, tetra e dal soffitto basso. Su due lunghi tavoli fumavano delle zuppiere di qualche cosa di caldo che, sebbene fossi affamata, emanava un odore tutt’altro che invitante.”

Jane Eyre” non è semplicemente un romanzo d’amore, ma una storia di cambiamenti e maturazione di una donna intelligente, forte, generosa, divisa tra la sottomissione e la ribellione, la libertà e l’indipendenza.

Un romanzo che mi ha colpito tantissimo, proprio per gli argomenti trattati anche molto attuali.
Letto per la prima volta, anche se conoscevo la trama, perché tantissimi anni fa avevo visto il film di Zeffirelli del 1996 con William Hurt e Charlotte Gainsbourn, e mi ero riproposta di leggere il libro prima o poi, il poi è arrivato.

Certo il libro, come ovvio, è molto meglio, ma devo dire che la versione di Franco Zeffirelli è molto fedele al libro, rispetto a quello del 2011 di Cary Fukunaga con Michael Fassbender e Mia Wasikowska, visto qualche settimana.

Jane Eyre” una storia che scalda il cuore, emoziona, ricco di sentimenti, di insegnamenti, di ottimismo, di voglia di vivere, non riuscivo a staccarmi dalle sue pagine, di leggere le parole di Jane.

È Jane direttamente che interagisce con il lettore, che racconta la sua storia, le sue emozioni, le sue avversità, dolori e gioie, racconta la sua vita e la vita degli altri personaggi, tutto nei minimi dettagli, che sembra quasi di conoscerli personalmente.
Attraverso le sue parole impariamo ad amarla e possiamo accorgerci come Jane è una donna fuori dal suo tempo, diversa, innovativa, indipendente, passionale ma tenuta sottocontrollo dai principi morali, rispetto e dignità per se stessa, voglia di verità, giustizia, capacità di ribellarsi a ciò che non è onesto, uguaglianza, senza differenza di classi sociali, voglia di libertà, una donna pungente e loquace.

“ Ora sono una donna indipendente.”

La Brontë ha inserito nel romanzo “Jane Eyre” tutto quello che un lettore potrebbe desiderare: passione travolgente, amore dilaniante di una giovane per un uomo più grande, differenza sociale, mistero, gelosia, ironia, colpi di scena.

“ Lei crede che potrei rimanere, quando non sarò più nulla per lei? Mi considera un automa insensibile, che si lascerà strappare dalla bocca il pezzo di pane e il sorso d’acqua che gli servono per vivere? Crede che perché son povera, piccola e brutta sia senza anima e senza cuore? Si sbaglia! Ho un’anima come lei, e ho un cuore come il suo, e se Dio mi avesse fatto dono della bellezza e della ricchezza, le avrei saputo render la separazione crudele come essa è per me. Le parlo ora, mettendo da parte usi e convenzioni e perfino la spoglia mortale. È il mio spirito che si rivolge al suo spirito, come se tutti e due, nel mondo di là, si trovassero dinanzi a Dio eguali…come siamo.”

Jane Eyre” orfana, ospite non desiderata di parenti benestanti, la lasciarono per anni in un istituto di carità, Lowood, con regole rigide, qui Jane dimostra di avere un carattere deciso, sa quello che vuole e ci riuscirà, diventerà maestra per lo stesso istituto, diventando una donna indipendente economicamente, poi decide di voler fare nuove esperienze, per una maggiore indipendenza anche se sceglie sempre di stare a servizio, diventa istitutrice di Adele, figlia adottiva del signor Rochester, a Thornfield.

“Pensai che era cominciata per me un’era migliore, un’era che, se avrebbe avuto le sue spine, avrebbe avuto anche i suoi fiori. Sentivo i miei sensi eccitati sotto l’effetto del cambiamento di ambiente, un campo nuovo offerto alle mie speranze.”

Un cambiamento di ambiente porta a sentirsi meglio, fare nuove esperienze ci porta a crescere, conoscere nuove persone, scoprire nuove realtà, nuovi mondi…spero di cambiare ambiente presto anch’io!!!!!

Un tema che ritroviamo nel romanzo è il non fermarci alle apparenze, non giudicare nessuno dall’apparenza, come per esempio la bellezza, per Jane la bellezza non è quella esteriore ma quella interiore, l’anima di una persona.

“E il signor Rochester era sempre brutto ai miei occhi? No; la gratitudine unita ad altri delicati sentimenti rendeva il suo viso l’oggetto che più amavo vedere; la sua presenza, in una stanza, illuminava più del fuoco più risplendente.”

Jane e Rochester un incontro di due cuori feriti, due persone che hanno sofferto nelle loro vita, due persone che sanno amare appassionatamente e che vogliono essere amate.

Jane, sin da bambina, si impone un autocontrollo ferreo e sopprime i sentimenti, ma quando conosce il signor Rochester, scopre di amarlo e di essere amata, tutto questo la sconvolge ma diviene più sicura.

“ Le offro il mio cuore, la mia mano, e una parte dei miei beni. Le chiedo di vivere accanto a me, di essere il secondo me stesso, la mia compagna su questa terra…Jane, la chiedo in moglie; è solo lei che intendo sposare…la mia sposa è qui, perché è qui quella che mi è uguale e simile. Jane, mi vuole sposare?”

Rochester eroe lacerato da segreti inconfessabili e colpe nascoste, è sempre stato libero di vivere come voleva senza freni, irresponsabile, un cuore indurito dalle avversità della vita, odiato dal padre e dal fratello, Jane lo mette davanti ad una realtà diversa, di responsabilità, di chiarezza, d’amore, di sincerità.

“ Sapevo che mi avrebbe fatto del bene un giorno; lo lessi nei suoi occhi la prima volta che l’incontrai; la loro espressione e il loro sorriso non fecero sussultare…non fecero sussultare di gioia l’intimo del mio cuore così per nulla. “

Rochester, un tipo collerico, brusco, imprevedibile, sarcastico, mutevole, passa dalla cortesia alla rabbia in poco tempo; però è anche gentile, premuroso, un buon padrone, animo romantico, ammette i suoi errori, grande senso del dovere, un uomo che non ha vergogna di piangere.
Non è felice, non è bello, non è molto cristiano, ma ama Jane con passione.

“ Non so…non è facile dirlo…nulla di stravagante, ma lo si capisce quando gli si parla…non si è mai sicuri se parla per scherzo o sul serio, se è amabile o no. Insomma non so capirlo; ma questo non importa, perché è un ottimo padrone.”

Jane e Rochester riusciranno ad incoronare il loro amore, a sposarsi o la differenza di classe li dividerà? O il passato di Rochester ritornerà a riprendersi ciò che è suo?
Jane accetterà dei compromessi pur di vivere con il suo amato Rochester o la sua moralità la porterà lontano da lui?

Jane e la sua moralità: la sua moralità è fondata sull’amore, sull’indipendenza e sul perdono.

“ È una fortuna che il tempo smorzi il desiderio della vendetta e respinga gli impeti della rabbia e dell’avversione. Avevo lasciata questa donna con l’amarezza e l’astio nel cuore, e ritorno ora a lei senza altro sentimento che una specie di compassione per le sue grandi sofferenze e il desiderio di dimenticare e perdonare le offese e tenderle la mano con amicizia sincera. “

Jane e la religione: la religione, argomento portante del romanzo; la sua religione è un mix, rispetta le tradizioni morali, crede sinceramente, non è ipocrita nella sua fede né bigotta; Jane ha trovato un certo equilibrio fra i doveri della moralità e la felicità del cuore; disprezza l’ipocrita fede del signor Blocklehurst e prova disgusto per la fissazione di St.John Rivers per la ricerca del solo dovere religioso senza comportarsi umanamente.

St. John Rivers, bello ma duro e freddo, reprime tutti i suoi sentimenti per la religione, ha una religiosità fredda, comandata a ragione, diversa completamente da quella di Jane, vera, sincera e immediata.
St. John manca completamente l’amore, non ama perché si sente superiore, pecca di presunzione, appare dispotico e scostante.
È un uomo debole, lui ha bisogno di sentirsi sicuro di un’eterna presenza al suo fianco nei momenti difficili, ecco perché chiede a Jane di sposarlo pur non amandola.

Jane chi sceglierà Rochester, l’amore, la passione, ma impossibile o St. John, la fede, la morale?

Jane e la gentilezza: jane non ama la gentilezza, per lei sinonimo di ipocrisia, preferisce la rudezza sinonima di sincerità.

“ Ecco, ora è meno gentile. E preferisco la rudezza all’adulazione. Preferisco essere una creatura viva piuttosto che un angelo.”

Jane e la gelosia: la gelosia alleata dell’amore, spesso troveremo come Jane e Rochester giocano spesso con la gelosia…

“ Finsi di corteggiare la signorina Ingram, perché volevo che ti innamorassi di me pazzamente come io lo ero di te, e sapevo che la gelosia sarebbe stato il miglior alleato per raggiungere il fine.”

Jane Eyre” romanzo con meravigliosi aspetti descrittivi, vivaci e realistici mai pesanti, si legge in maniera scorrevole, non stanca, non voglio nasconderlo ma spesso riprendo questo romanzo e rileggo alcuni passaggi per ritrovare l’armonia in una giornata negativa.

Curiosità:
Ogni nome nel romanzo simboleggia una fase di vita di Jane:

  • Gateshead: barriere (gate) che imprigionano Jane nella casa indesiderata di sua zia Mrs Reed.
  • Lowood: degrado (low), vita di stenti in una scuola per poveri.
  • Thornfield: spine (thorn) dolorose infliggono tormenti mai provati al cuore ingenuo di Jane.
  • Whitecross: incrocio (cross), momento di scelta, incertezza del futuro.
  • Marsh End: fine (end) di un vagare senza meta, uscita dalla sofferenza.
  • Ferndean: porto finale, verde come le felci (fern).

Concludo questa recensione, forse un po’ lunga, con una frase che mi ha colpito in modo particolare, una frase che una donna di quei tempi non si poteva permettere di dire, questo per farci capire quanto una donna, di ogni epoca, ha sempre avuto voglia di libertà di opinione e di scelta.

“ Non sono un uccello, e non ci sarà rete ad accalappiarmi. Sono un essere umano dotato di libertà e di volontà indipendente…”

 

Volevo dedicare questa recensione a mio marito…21 anni insieme…

Giudizio finale:
5 libri
Casa editrice: Newton Compton Editori
Pagine: 410
Prezzo di copertina: € 4.90

Buona lettura

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