Fiaba: Il soldatino di stagno

“C’erano una volta venticinque soldati di stagno, tutti fratelli tra loro perché erano nati da un vecchio cucchiaio di stagno.
Tenevano il fucile in mano, e lo sguardo fisso in avanti, nella bella uniforme rossa e blu.
La prima cosa che sentirono in questo mondo, quando il coperchio della scatola in cui erano venne sollevata, fu l’esclamazione:
«Soldatini di stagno!» gridata da un bambino che batteva le mani; li aveva ricevuti perché era il suo compleanno, e li allineò sul tavolo.
I soldatini si assomigliavano in ogni particolare, solo l’ultimo era un po’ diverso: aveva una gamba sola perché era stato fuso per ultimo e non c’era stato stagno a sufficienza!
Comunque stava ben dritto sulla sua unica gamba come gli altri sulle loro due gambe e proprio lui ebbe una strana sorte.”

Buongiorno Book Lovers, oggi per “Alla scoperta del libro…”, pagine dedicate ai più piccini, una fiaba che mi raccontavano spesso da bambina e che io poi ho raccontato, come da tradizione ai più piccolini della famiglia.
In casa avevamo una strana tradizione, quando mancava un mesetto al Natale, il più grande raccontava una favola o una fiaba tutti i pomeriggi ai piccoli, ci si riuniva in cerchio, seduti su un tappeto e a turno si sceglieva un libro di favole o fiabe…io amavo le favole strane, in particolare quelle di Andersen, proprio perché non tutte avevano un lieto fine ma raccontavano comunque di sogni.

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Una delle mie preferite era “Il soldatino di stagno” o come è più conosciuto “Il soldatino di piombo”.

Il soldatino di stagno” o “Il soldatino di piombo” è una famosa favola per bambini di Andersen, pubblicata nel 1838, narra di un piccolo soldatino di stagno, privo di una gamba, innamorato di una dolce ballerina di carta, di un troll maligno, di giocattoli che si animano di notte, di folli avventure e di un dolce amore.

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Le fiabe di Andersen sono nate in un preciso momento storico, il romanticismo, il periodo dei romanzi gotici, teorie evoluzionistiche, razionalismo, materialismo, un periodo, in Europa, di repressione, fame, sommosse, bullismo, erano tempi di carestie, la gente emigrava in America.

Il 1815 aveva visto la sconfitta di Napoleone, il 1848 fu l’anno delle rivoluzioni.
Il 1816 fu “l’anno senza estate” detto anche “della miseria”, nel nord dell’Europa continuò ad esserci ghiaccio e neve anche ad agosto, in quell’estate, Lord Byron e i suoi amici organizzarono una gara di racconti dell’orrore e fu così che Mary Shelley scrisse “Frankenstein“.
Il 1816 fu anche l’anno in cui morì il padre di Andersen, era tornato malato dall’esercito di Napoleone, infatti l’uniforme rossa e blu tanto importante per il soldatino, fa pensare ai soldati di Napoleone che ci tenevano all’eleganza e ne andavano fieri.

Nelle favole e fiabe di Andersen troviamo sempre dei temi attuali per quei tempi ma anche per i nostri, nel “Soldatino di stagno” troviamo temi come il bullismo, la diversità, l’amore, il valore.

Il bullismo è un tema molto attuale, ogni giorno sentiamo dalla cronaca di atti di bullismo nei confronti di chi è diverso, di chi non è capace di difendersi.
Il soldatino era fiero della sua uniforme e di essere un soldato ma si sentiva inferiore agli altri perché gli mancava una gamba quindi non riusciva ad affrontare i suoi bulli, il Troll della scatola di sigari e il topo delle fogne.

“Suonò mezzanotte e tac… si sollevò il coperchio della tabacchiera, ma dentro non c’era tabacco, bensì un piccolissimo troll nero, perché era una scatola a sorpresa.
«Soldato!» disse il troll «smettila di guardare gli altri!»
Ma il soldatino fìnse di non sentire.
«Aspetta domani e vedrai!» gli disse il troll.”

“In quel mentre sbucò fuori un grosso ratto, che abitava nella fogna.
«Hai il passaporto?» chiese. «Tira fuori il passaporto!»
Ma il soldatino restò zitto e tenne il fucile ancora più stretto.
La barchetta passò oltre e il ratto si mise a seguirla.
Hu! come digrignava i denti e gridava alle pagliuzze e ai trucioli:
«Fermatelo! Fermatelo! non ha pagato la dogana! non ha mostrato il passaporto!».”

Come in altre fiabe di Andersen, egli parla di riti di iniziazione, i ragazzi venivano sottoposti, dagli adulti, ad aver paura e trovare in sé la forza di superarla.

I riti di iniziazione del soldatino sono le avventure a cui andrà incontro dopo essere caduto dalla finestra, ma oltre ad essere dei riti di iniziazione possono essere considerate anche delle opportunità di vita, diventare più consapevole delle sue capacità, avere fiducia nelle proprie capacità, affrontare la vita anche nella sua disabilità.

La diversità è un altro tema importante che Andersen affronta spesso nei suoi racconti, sicuramente ricollegabile agli stenti e alle difficoltà sociali della sua gioventù.

“Cominciò a piovere, le gocce cadevano sempre più fitte e venne un bell’acquazzone: quando finalmente smise di piovere arrivarono due monelli.
«Guarda!» disse uno «c’è un soldatino di stagno! adesso lo facciamo andare in barca.»
Fecero una barchetta con un giornale, vi misero dentro il soldatino e lo fecero navigare lungo un rigagnolo….”

“Il soldatino sentiva l’acqua arrivargli alla gola, e la barchetta affondava sempre più; la carta intanto si disfaceva.
L’acqua gli coprì anche la testa -allora pensò alla graziosa ballerina che non avrebbe rivisto mai più, e si sentì risuonare nelle orecchie:
«Addio, bel soldatino morir dovrai anche tu»
La carta si disfece del tutto e il soldatino di stagno andò a fondo, ma subito venne inghiottito da un grosso pesce.
Oh, com’era buio là dentro! ancora più buio che nella fogna, e poi era così stretto; ma il soldatino era tenace e restò lì disteso col fucile in spalla.”

Nell’affrontare le sue paure il soldatino non chiede mai aiuto perché troppo orgoglioso della sua divisa, un vero soldato non urla e non chiede aiuto, è disposto a morire, con il suo fucile stretto in mano.
È sempre attento a comportarsi in maniera adeguata.

L’irrigidirsi, il non parlare, il timore di fare qualcosa di inopportuno, sono atteggiamenti che espongono al rischio di divenire vittima di sopraffazioni e bullismo.
Invece nel chiedere aiuto non c’è nulla di male, non significa essere vigliacchi.

Come Pinocchio anche il soldatino viene ingoiato da un pesce e ne esce vivo, come a simboleggiare il nascere una seconda volta, poter cambiare la propria vita, diventare adulto.
Infatti Pinocchio diventa più buono, saggio, andrà a scuola e si farà carico del papà, diventerà un bambino “vero”.

 

Invece il soldatino rimane sempre immobile, non parla, resta a guardare la sua ballerina in silenzio.

”Stava per piangere lacrime di stagno, ma questo non gli si s’addiceva”

Il tema dell’amore, il soldatino si innamora della ballerina.

“ Tutto era molto grazioso, ma la cosa più carina era una fanciulla, in piedi sulla porta aperta del castello; anche lei era fatta di carta, ma aveva la gonna di lino finissimo e un piccolo nastro azzurro drappeggiato sulle spalle con al centro un lustrino splendente, grande come il suo viso. La fanciulla aveva entrambe le mani tese in alto, perché era una ballerina, e aveva una gamba sollevata così in alto che il soldatino di stagno, non vedendola, credette che anch’ella avesse una gamba sola, proprio come lui.
“Quella sarebbe la sposa per me!” “

Si dice che “l’amore è cieco“, perché impedisce di vedere i difetti, l’innamorato vede solo il bello dell’altro.
Il soldatino invece vede nella ballerina un’imperfezione, che poi non c’è, e su questa basa il suo amore lui sarà accettato da lei perché portatori dello stessa handicap, potrà quindi essere capito da lei.
Il soldatino nella ballerina vede un’imperfezione che rispecchia la propria.

Ma Andersen cosa ci vuole raccontare davvero con questa fiaba?
Che molti non accetto le diversità, le persone diverse, il disabile è inutile, non può stare insieme agli altri, deve essere tenuto in disparte, ma è anche vero che c’è chi accetta la diversità tanto da amarlo per sempre, ma innanzitutto vuole farci capire che noi, in primis, dobbiamo accettarci per come siamo, con o senza disabilità o diversità, dobbiamo affrontare le nostre paure e le nostre disavventure, crescere, diventare adulto, significa proprio questo.

Ma quale sarà il destino del soldatino e della sua ballerina?

“La vita di per sé è la favola più fantastica.”

Scarica la fiaba “Il soldatino di stagno” in pdf.

Buona lettura

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2 pensieri riguardo “Fiaba: Il soldatino di stagno

  1. Bellissimo articolo e stupenda analisi!
    Ho letto e riletto questa storia quando ero piccola, ma grazie alle tue parole ho potuto scovare nuovi significati che mi hanno dato l’opportunità di osservarla con un nuovo punti di vista. Grazie!

    Piace a 1 persona

    1. Grazie, anche le fiabe o le favole come tanti libri bisogna rileggerli in varie tappe della nostra età, si scoprono in questo modo cose che prima non ci avevi fatto caso.
      Anch’io l’ho letta tante di quelle volte da ragazzina che la sapevo a memoria, ma rileggendola ora da adulta ho scoperto altri significati nel racconto. 😊

      Piace a 1 persona

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