Vita d’Autore: Oscar Wilde

“Una rosa rossa non è egoista perché vuole essere una rosa rossa. Sarebbe terribilmente egoista se volesse che i fiori del giardino fossero tutti rossi e tutte rose.”

Due giorni fa, ho scritto un post su “Il Principe Felice” di Oscar Wilde, in occasione dell’uscita in Italia del film “The happy price – L’ultimo ritratto di Oscar Wilde” di Ruperet Everett.

Il film narra la storia degli ultimi 3 anni di vita dello scrittore, da quando esce dal carcere fino alla sua morte.

everett
Ruperet Everett, Emily Watson, Colin Firth

Oggi per “Vita d’Autore”…Oscar Wilde

“Nessuno può essere libero se costretto ad essere simile agli altri.”

Oscar Fingal O’Flahertie Wills Wilde, nato il 16 ottobre 1854 a Dublino, suo padre William era un rinomato oculista di fama europea (curò anche re Oscar I di Svezia, che fu per procura padrino di Oscar Wilde), nonché antiquario e scrittore versatile; sua madre Jane Francesca Elgée, una poetessa e un’accesa nazionalista irlandese.

Oscar Wilde rappresenta una delle figure più iconiche della società tardo-vittoriana, assimilatore di gran talento, esponente dell’estetismo e decadentismo inglesi, ha dato il meglio di sé nelle commedie i cui dialoghi sono fitti di battute e paradossi  (L’importanza di chiamarsi Ernesto 1895).

“Scrivo perché’ lo scrivere mi da il piu’ grande piacere artistico possibile. Se la mia opera delizia pochi eletti sono gratificato. Per quanto riguarda la massa, non ho alcun desiderio ad essere un romanziere popolare. E’ di gran lunga troppo facile.”

Ha goduto di una ascesa al vertice della società e la sua arguzia, il suo umorismo e la sua intelligenza risplendono attraverso le sue opere e i suoi scritti.
A causa della sua omosessualità ha sofferto l’umiliazione e la vergogna della reclusione.
Per lungo tempo il suo nome fu sinonimo di scandalo e intrighi.
Tuttavia, con il cambiare degli atteggiamenti sociali, Wilde viene ricordato con grande affetto anche per la sua critica sociale pungente e la sua notevole abilità linguistica.

Il futuro scrittore dopo aver frequentato il prestigioso Trinity College a Dublino e il Magdalen College, divenne presto popolare per la sua lingua sferzante, per i suoi modi stravaganti e per la versatile intelligenza.

Ad Oxford, vince il premio Newdigate con il poema “Ravenna“.

Nel 1879 soggiorna a Londra dove inizia a scrivere occasionalmente saggi giornalistici e pubblicare poemi.
Nel 1881 escono i “Poems” che ebbero in un anno ben cinque edizioni.
La sua chiarezza, il suo brillante modo di conversare, il suo ostentato stile di vita ed il suo stravagante modo di vestirsi fecero di lui una delle figure più salienti degli affascinanti circoli londinesi.
Un tour di lettura durato un anno negli Stati Uniti incrementò la sua fama e gli diede l’opportunità di formulare meglio la sua teoria estetica che ruota intorno al concetto di “arte per l’arte“.

“La vera forma d’arte è la nostra vita.”

Nel 1884, ritornato a Londra dopo aver trascorso un mese a Parigi, sposa Costance Lloyd: un matrimonio più di facciata che dettato dal sentimento.
Wilde è difatti omosessuale e vive questa condizione con enorme disagio, soprattutto a causa della soffocante morale vittoriana che imperava nell’Inghilterra del tempo.
L’immagine che si era costruito non poteva però durare a lungo e infatti, dopo la nascita dei suoi figli Cyryl e Vyvyan, si separa dalla moglie a causa dell’insorgere della sua prima vera relazione omosessuale.

Nel 1888 pubblica la sua prima collezione di storie per ragazzi “Il principe felice e altre storie“, mentre tre anni dopo compare il suo unico romanzo, “Il ritratto di Dorian Gray“, capolavoro che gli diede fama imperitura e per cui è conosciuto ancora oggi.

“Viviamo in un’epoca dove le cose superflue sono le nostre uniche necessità.”
Da “Il ritratto di Dorian Gray”

Nel 1891 pubblica il secondo volume di favole “La casa dei melograni” e “Intenzioni” una collezione di saggi comprendente il celebre “La decadenza della menzogna“.
Nello stesso anno stende per la famosa attrice Sarah Bernhardt il dramma “Salomé“, scritto in Francia e fonte ancora una volta di grave scandalo.
Il tema è quello della forte passione ossessiva, particolare che non poteva non attivare gli artigli della censura britannica, che ne proibisce la rappresentazione.

Uno dei suoi più grandi successi teatrali fu “Il ventaglio di Lady Windermere“, dove, sotto l’apparenza leggiadra e il fuoco di fila delle battute, si nasconde la critica alla società vittoriana.

Entusiasmato dai successi, lo scrittore produce una quantità considerevole di pregevoli opere, “Una donna senza importanza“, sfruttamento sessuale e sociale delle donne; “Un marito ideale“, incentrato sulla corruzione politica; poi la sua vena umoristica esplode con “L’importanza di chiamarsi Ernesto“, un’altra pugnalata al cuore dell’ipocrita morale corrente.

Ma la società vittoriana non è disposta a farsi prendere in giro e la sua scintillante carriera e la sua vita privata vennero pian piano distrutte.
Già dal 1893 la sua amicizia con Lord Alfred Douglas, detto “Bosie“, mostra la sua pericolosità procurandogli non pochi fastidi e suscitando scandalo agli occhi della buona società, due anni dopo viene processato per il reato di sodomia.

Entrato in carcere, condannato ai lavori forzati per 2 anni, viene processato anche per bancarotta, i suoi beni sono messi all’asta mentre sua madre muore poco dopo.

Ė durante il periodo del carcere che scrive una delle sue opere più toccanti “De profundis“, che non è altro che una lunga lettera indirizzata al mai dimenticato Bosie (il quale si era allontanato dal compagno, quasi abbandonandolo).

Sarà il vecchio amico Ross, l’unico presente fuori dal carcere ad attenderlo al momento della scarcerazione, a tenerne una copia e a farla pubblicare, come esecutore testamentario, trent’anni anni dopo la morte di Wilde.

Uscito di prigione, chiede asilo in un monastero cattolico, ma è respinto; allora si reca in Francia, a Dieppe.
Dal 26 maggio è a Berneval-sur-Mer, sotto lo pseudonimo di Sebastian Melmoth, incontra Alfred Douglas a Rouen (agosto), e rimangiandosi i propositi di rompere l’amicizia, va a vivere con lui a Napoli (30 settembre), alla Villa Giudice di Posillipo, sempre con Douglas, visita anche la Sicilia (dicembre).

“Una vita senza amore è come un giardino senza sole e coi fiori appassiti.”

L’ultima opera, scritta dopo un riavvicinamento a Bosie, è “Ballata del carcere di Reading” che termina nel 1898 dopo essere uscito di prigione, durante un soggiorno a Napoli.
Tornato a Parigi apprende della morte della moglie e, dopo un paio d’anni di spostamenti sempre insieme all’amato Bosie, il 30 novembre del 1900 Oscar Wilde muore di meningite (dopo essere stato operato all’orecchio che si era infortunato in carcere, in seguito a una caduta) povero, con problemi di salute derivati dall’abuso di alcol, in un hotel economico di Parigi, l’Hotel des Beaux-Arts, all’età di 46 anni..

“Ah! godetevi la giovinezza finché l’avrete. Non sprecate l’oro dei vostri giorni a ascoltare i noiosi, cercando di migliorare un fallimento inevitabile, o gettando la vostra vita agli ignoranti, agli ordinari, ai volgari. Questi sono i traguardi malsani, i falsi ideali della nostra epoca. Vivete! Vivete la vita meravigliosa che è in voi! Niente di voi vada perduto. Siate sempre alla ricerca di nuove sensazioni. Non abbiate paura di niente…”

Dupoirier accudì il cadavere, Dunne riempì la bara con icone cattoliche e Gilbert scattò una foto con il flash, quattro carrozze seguirono il carro funebre.

Wilde  una volta disse ad André Gide:

« Volete sapere qual è stato il grande dramma della mia vita? È che ho messo il mio genio nella mia vita; tutto quello che ho messo nelle mie opere è il mio talento. »

Ciò che rimase di Wilde fu prima seppellito nel cimitero di Bagneaux, sulla sua tomba, gli amici, che nonostante tutto gli erano rimasti fedeli anche negli ultimi difficilissimi anni, Ross e Reggie Turner, avevano fatto costruire un modesto monumento su cui avevano fatto incidere la frase tratta dal libro di Giobbe:

“Nulla osavano aggiungere alle mie parole, e su di loro stillava goccia a goccia il mio discorso”.

robert_ross e reginald_turner
Robert Ross e Reginald (Reggie) Turner

Nel 1909 le sue spoglie furono portate al cimitero di Père Lachaise, sotto un imponente monumento costruitogli da Jacob Epstein, raffigurante una sfinge, e con l’epitaffio dalla “Ballata del carcere di Reading“:

« And alien tears will fill for him
Pity’s long-broken urn,
For his mourners will be outcast men,
And outcasts always mourn »

« Lacrime sconosciute riempiranno
l’urna della Pietà per lui. Avrà
i lamenti degli uomini esiliati,
per gli esiliati esiste solo il pianto. »

Morto Ross, le sue ceneri vennero sepolte nella stessa tomba di Wilde.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

In carcere scrisse una lettera al suo amante, il giovane scrittore e poeta Alfred Douglas, soprannominato “Bosie”, storia iniziata nel 1891, quando Wilde intervenne in aiuto del giovane implicato in un tentativo di ricatto.
Da quello stesso anno i due iniziarono a frequentarsi e divennero amanti, tra burrascosi e brevi litigi e appassionate riconciliazioni.
La vita sregolata di «Bosie» trascinò però Wilde in un giro di prostituzione che ne segnerà l’amara fine.

oscar_wilde e lord_alfred_douglas_bosie
Oscar Wilde e Lord Albred  Douglas (Bosie)

La lettera di Wilde, riportata da Dagospia, testimonia l’amore che, tra alti e bassi, il drammaturgo nutrì per Douglas.

“Mio carissimo ragazzo,
questo è per assicurarti del mio amore immortale, eterno per te. Domani sarà tutto finito. Se la prigione e il disonore saranno il mio destino, pensa che il mio amore per te e questa idea, questa convinzione ancora più divina, che tu a tua volta mi ami, mi sosterranno nella mia infelicità e mi renderanno capace, spero, di sopportare il mio dolore con ogni pazienza. Poiché la speranza, anzi, la certezza, di incontrarti di nuovo in un altro mondo è la meta e l’ incoraggiamento della mia vita attuale, ah! debbo continuare a vivere in questo mondo, per questa ragione.

Il caro *** mi è venuto a trovare oggi. Gli ho dato parecchi messaggi per te. Mi ha detto una cosa che mi rassicurato: che a mia madre non mancherà mia niente. Ho sempre provveduto io al suo mantenimento, e il pensiero che avrebbe potuto soffrire delle privazioni mi rendeva infelice.

Quanto a te (grazioso ragazzo dal cuore degno di un Cristo), quanto a te, ti prego, non appena avrai fatto tutto quello che puoi fare, parti per l’Italia e riconquista la tua calma, e componi quelle belle poesie che sai fare tu, con quella grazia così strana. Non esporti all’ Inghilterra per nessuna ragione al mondo. Se un giorno, a Corfù o in qualche isola incantata, ci fosse una casetta dove potessimo vivere insieme, oh! la vita sarebbe più dolce di quanto sia stata mai.

Il tuo amore ha ali larghe ed è forte, il tuo amore mi giunge attraverso le sbarre della mia prigione e mi conforta, il tuo amore è la luce di tutte le mie ore. Se il fato ci sarà avverso, coloro che non sanno cos’è l’amore scriveranno, lo so, che ho avuto una cattiva influenza sulla tua vita. Se ciò avverrà, tu scriverai, tu dirai a tua volta che non è vero. Il nostro amore è sempre stato bello e nobile, e se io sono stato il bersaglio di una terribile tragedia, è perchè la natura di quell’ amore non è stata compresa.

Nella tua lettera di stamattina tu dici una cosa che mi dà coraggio. Debbo ricordarla. Scrivi che è mio dovere verso di te e verso me stesso vivere, malgrado tutto. Credo sia vero. Ci proverò e lo farò. Voglio che tu tenga informato Mr Humphreys dei tuoi spostamenti così che quando viene mi possa dire cosa fai. Credo che gli avvocati possano vedere i detenuti con una certa frequenza. Così potrò comunicare con te.

Sono così felice che tu sia partito! So cosa deve esserti costato. Per me sarebbe stato un tormento pensarti in Inghilterra mentre il tuo nome veniva fatto in tribunale. Spero tu abbia copie di tutti i miei libri. I miei sono stati tutti venduti. Tendo le mani verso di te. Oh! possa io vivere per toccare i tuoi capelli e le tue mani. Credo che il tuo amore veglierà sulla mia vita. Se dovessi morire, voglio che tu viva una vita dolce e pacifica in qualche luogo fra fiori, quadri, libri, e moltissimo lavoro. Cerca di farmi avere tue notizie.

Ti scrivo questa lettera in mezzo a grandi sofferenze ; la lunga giornata in tribunale mi ha spossato. Carissimo ragazzo, dolcissimo fra tutti i giovani, amatissimo e più amabile. Oh! aspettami! aspetta mi! io sono ora, come sempre dal giorno in cui ci siamo conosciuti, devotamente il tuo, con un amore immortale.”

Oscar
29 aprile 1895, Carcere di S.M., Holloway

Oscar Wilde sarà riabilitato solo nel 2017 assieme a tutte le altre persone ingiustamente condannate a causa della loro omosessualità.

“Ognuno vive la propria vita e paga il proprio prezzo per viverla. Il guaio è che molto spesso si paga per un unico errore. Anzi, non si finisce mai di pagare. Nei suoi rapporti con gli uomini, il destino non chiude mai i conti.”

 

Buona lettura

logo scritto

Annunci

2 pensieri riguardo “Vita d’Autore: Oscar Wilde

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...