Recensione 4: Mansfield Park

“Al mondo, però, non esistono di certo tanti uomini di grande fortuna quante sono le donne graziose che li meritano.”

Mansfield Park 3° libro della Austen pubblicato il 9 maggio 1814.

Questa estate per il bicentenario della morte di Jane Austen mi sono ripromessa di leggere tutti i romanzi di Jane Austen entro fine anno, la scorsa settimana ho finito l’ultimo “Persuasione”.

Grazie a questi libri ho imparato a conoscere ed apprezzare Jane Austen, che fin’ora conoscevo poco, diventando una delle mie scrittrici preferite…con l’età sono diventata più romantica.

Adoro il modo con cui Jane Austen ci conduce in un tempo così lontano dal nostro ma così simile, la sua ironia, i suoi personaggi vivono attraverso le sue parole, giungendo a noi.

Mansfield Park inizia in un modo molto lento, tante parole, dialoghi, che sembra rendere questo romanzo, inizialmente, poco piacevole, tendente al noioso, per migliorare nella seconda parte.

E’ anche vero, però, per chi conosce il modo di scrivere della Austen, a lei piace prima presentarci i personaggi, e in questo romanzo ce ne sono molti, deve farci conoscere il loro essere, il loro pensare, il loro parlare, deve descrivere l’ambiente i cui vivono o hanno vissuto, per poi capire i loro cambiamenti o di far vedere il loro vero IO.

Nei suoi romanzi la Austen mette sempre i rapporti tra genitori e figli, in questo romanzo mette in evidenza maggiormente gli errori che possono fare i genitori, con la loro non presenza, nel crescere o nel far crescere i figli, ma quando capiranno questi errori potrebbe essere tardi, il danno ormai è fatto.
Sir Thomas Bertram, preso sempre dai suoi affari, rimarrà lontano dalla famiglia per qualche anno, proprio nel momento più difficile della crescita dei figli, Mrs Bertram si dedica solo al suo adoroto cagnolino e all’ozio, quindi lasciano il difficile compito dell’educazione, nelle mani, forse inesperte, di zia Norris.

“ Sir Thomas, il povero Sir Thomas, come genitore consapevole degli errori della propria condotta di genitore, fu colui che soffrì di più a lungo….che con la sua condotta aveva sacrificato il giusto alla convenienza, ed era stato governato da motivi di egoismo e di saggezza mondana….
Temeva che fossero mancati i principi, i principi attivi, e che alle due giovani non fosse mai stato insegnato il modo appropriato per disciplinare le loro inclinazioni e i loro caratteri, con quel senso del dovere che da solo può essere sufficiente……
Sentiva che, con tutte le spese e le preoccupazioni di un’ansiosa e costosa educazione, aveva fatto crescere le figlie senza che fossero in grado di comprendere i loro doveri…”

Il romanzo inizia con farci conoscere tre sorelle miss Maria, miss Ward e miss Frances, ragazze graziose che potrebbero fare tre buoni matrimoni, ma solo due di loro realizzano questo sogno, miss Maria sposerà Sir Thomas Bertram di Mansfield Park un barone, miss Ward il reverendo Mr Norris, miss Frances si sposerà per amore con un marinaio, Mr Price.
Questa sua scelta allontanerà le altre due sorelle, lei avrà una vita meno agiata, con più difficoltà, avrà anche tanti figli, con l’impossibilità di crescerli.

Ma per quanto può essere umiliante, dopo tanti anni, Mrs Price, scriverà alle sue sorelle per chiedere un aiuto.

Ecco che entra in scena la nostra protagonista, Fanny Price, 8 anni, Mrs Norris convince il cognato ad adottarla.
Qui possiamo già iniziare a comprendere un po’ del carattere di Mrs Norris, inizialmente propone di adottare lei Fanny, non ha avuto figli, poi, non si sa come convince il cognato ad adottarla lui.

Fanny, non sarà mai trattata al pari degli altri figli, lei è di classe inferiore, non viene compreso il suo disagio iniziale nella nuova famiglia, la credono superba e ingrata, solo Edmund, secondo genito della famiglia Bertram, capirà che Fanny è solo molto timidezza e riservata.

Al contrario delle altre protagoniste, Fanny, non è subito la protagonista, l’eroina, per tutta la prima parte del romanzo, sarà solo una spettatrice, crescerà sotto la protezione del cugino Edmund, sarà la dama di compagnia delle zie, anche se la zia Norris la tratta più come una schiava, conoscerà e imparerà a capire i tanti personaggi che gireranno intorno a lei, senza mai essere notata, senza mai esprimere una sua opinione.

Al contrario delle altre eroine, Lizzy, Marianne, Emma, Fanny è timida, delicata, insicura, molto remissiva, non ama stare al centro dell’attenzione, potremmo definirla non una eroina ma una non voler essere eroina, Fanny è una ragazza che oggi diremmo “acqua cheta”, ma come dice il proverbio:

“l’acqua cheta rompe i ponti…”

Fanny ha dei principi ben saldi, è molto perspicace, intelligente, è molto osservatrice, nel suo non farsi notare lei studia tutti…
Ma se sarà necessario lei dimostrerà la sua “testardaggine e caparbietà” come le dirà lo zio Sir Bertram.

“ Ti avevo giudicata assolutamente priva di ostinazione di carattere, di presunzione, e di ogni tendenza verso quella indipendenza di spirito che tanto prevalgono nei tempi moderni….
Ma ora mi hai dimostrato che puoi essere testarda e perversa, e che puoi e che deciderai da sola…”

Nella prima parte, come dicevo, Fanny è un po’ nascosta, come in teatro, rimane dietro le quinte, vede recitare gli altri protagonisti, che a turno recitano la loro parte.

A dare uno scossone, a movimentare un po’ la vita di questa famiglia arrivano i contro protagonisti, gli opposti, i fratelli Mary e Henry Crawford, personaggi apparentemente simpatici con tanta voglia di fare amicizia, ma con uno scopo, voler contrarre un matrimoni redditizio.

Tom: “Mr Crawford è un piacevolissimo gentiluomo; sua sorella una ragazza dolce, graziosa, elegante e vivace”.

Mr Rushworth: “Non dico che non sia un gentiluomo, se lo consideriamo da questo punto di vista; ma dovrebbe dire a suo padre che non è alto più di cinque piedi e otto pollici, o si figurerà un uomo di bell’aspetto”.

Mary inizialmente cercherà di conquistare il primogenito, Thomas, colui che erediterà di più, per poi conquistare Edmund, sembra molto innamorata, ma quando verrà a conoscenza che Edmund sta per diventare uomo di chiesa, lavoro poco redditizio, Mary cerca di allontanarsi, mandando Edmund in un gran sconforto.

Henry, donnaiolo, non crede nel matrimonio, vuole collezionare conquiste per vanità, gli piace giocare con i sentimenti delle donne, quelle carine, naturalmente, senza badare se sono promesse, ci proverà infatti sia con Mary, promessa a Mr Rushworth, che con Julia.

Dopo il matrimonio di Mary, scoprirà Fanny, ormai cresciuta, diventata una donna, quindi per gioco o per noia vuole conquistare il cuore di Fanny, al solo scopo di divertirsi, un’altra vittima cadrà ai suoi piedi….ma finirà per innamorarsi di Fanny, tanto da pensare seriamente a sposarla…ma Fanny, conosce bene il carattere di Mr Crawford, forse meglio di lui stesso, e rifiuterà la sua corte, anche se questo significa mettersi contro la sua famiglia “adottiva”, ma lei è pronta a difendere i suoi principi, le sue cugine, il suo amore.

“La bellezza del volto e della figura di Fanny, la grazia dei modi e la bontà di cuore di Fanny costituirono il suo tema inesauribile. La gentilezza, la modestia e la dolcezza del carattere vennero descritte con calore e profusione di particolari…..
Le sue maniere altro non erano se non uno specchio che rifletteva i pregi della sua mente modesta ed elegante…”

In questo romanzo la Austen ha inserito molti personaggi falsi, ma la più falsa e cattiva, che sa nascondersi bene sotto una falsa umanità, gentilezza, finta buonista, che crede e fa credere che lei è sempre nel giusto, Mrs Norris, odia Fanny, adora Mary, alla fine si svelerà per quello che è veramente e subirà la giusta punizione.

La Austen per la prima volta parla in un suo romanzo di divorzio, di favoreggiamenti, dei vizi di gioco e di corse di cavalli, per la prima volta non si limita a descrivere solo ambienti più lussuosi ma anche quelli più poveri, come la famiglia Price.
In maniera ironica cita anche le assurde tasse presenti in quel periodo:

“…contribuire alla tassa sulla finestra…”

Forse come tutti, ci aspettiamo, un finale stile “Orgoglio e Pregiudizio”, con un cambiamento alla Mr Darcy e Miss Lizzy Bennet, riuscirà Henry Crawford a conquistare con le sue attenzioni il cuore di Fanny Price?
Fanny Price quindi cambierà o confermerà il suo non amare Mr Crawford?

Il lieto fine non manca, ma sarà quello che il lettore vuole?

Come in tutti i suoi lavori  la Austen ci lascia riflettere sull’umanità, sull’amore, sui vizi di tutti gli uomini, in Mansfield Park ci lascia anche con queste domande:

“Può un uomo dichiarare amore eterno e poi solo per la sua vanità cedere ad un’altra donna?”
“Può la voglia di ricchezza sacrificare la felicità?”

Mansfield Park è forse il libro meno conosciuto, meno amato e meno apprezzato dell’Austen, ma è vero che è il libro più ironico, molto complesso, di meno facile lettura, per comprenderlo ed apprezzarlo bisogna leggerlo più volte, per cogliere meglio quelle sfumature nascoste.

“Non posso pensare bene di un uomo che si prende gioco dei sentimenti di ogni donna; e potrebbe spesso cagionare una sofferenza assai maggiore di quanto un osservatore esterno possa giudicare.”

 

Giudizio finale:
5 libri
Casa editrice: Mondadori
Pagine: 569
Prezzo di copertina: € 11.00
Acquisto su: Amazon € 9.35

 

 

Buona lettura….

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