Recensione 3: Le avventure di Pinocchio

“Maestro Ciliegia regala il pezzo di legno al suo amico Geppetto, il quale lo prende per fabbricarsi un burattino maraviglioso, che sappia ballare, tirar di scherma e fare i salti mortali.”

Avete indovinato con quale libro il vostro Buon Vecchio Libro inaugura la nuova pagina dedicata ai bambini e ragazzi?
Esatto, Pinocchio, un libro che ha accompagnato tanti di noi a diventare grandi.

“Carissimo Pinocchio,
ricordi quand’ero bambino?
Nel bianco mio lettino,
ti sfogliai, ti parlai, ti sognai.”

Nel lontano 1969 mi fu regalato il mio primo libro, forse destino, “Le avventure di Pinocchio”, certo ero troppo piccola per leggerlo, ma quando ho imparato a leggere è stato il mio primo libro, poi l’ho letto a tutti i miei fratelli e cugini….conoscevo ormai il libro a memoria, però mi piaceva farlo vedere mentre raccontavo la storia perché ricco di belle immagini grandi, il libro era grande 21,7×42, copertina rigida, color turchese, con gli anni ormai il colore non è più ben definito…

“sono un burattino testardo e piccoso… e voglio far sempre tutte le cose a modo mio, senza dar retta a quelli che mi voglion bene e che hanno mille volte più giudizio di
me!… Ma da questa volta in là, faccio proponimento di cambiar vita e di diventare un ragazzo ammodo e ubbidiente…”

Chi è l’autore di Pinocchio?
Forse i più giovani mi risponderanno Walt Disney, perché sono cresciuti con il suo cartone animato, ma in realtà, il romanzo più letto e più tradotto al mondo, è stato scritto da un italiano, Carlo Lorenzini, più conosciuto con il nome di Carlo Collodi, scrittore e giornalista.

Carlo Collodi, nasce a Firenze 24 novembre 1826 e muore a Firenze 26 ottobre 1890, il padre, Domenico Lorenzini, era cuoco e la madre, Angiolina Orzali, era sarta e cameriera, ambedue al servizio dei marchesi Ginori.
Angiolina era figlia del fattore dei marchesi Garzoni Venturi, che amministrava il podere di Veneri, alle porte del paese di Collodi, il cui nome ispirò lo pseudonimo che rese lo scrittore famoso in tutto il mondo.
Collodi poté studiare grazie all’aiuto della famiglia Ginori.

Quando interruppe gli studi superiori nel 1844, lavorava come commesso nella libreria Piatti di Firenze, nel 1845 è tanto considerato da ottenere una dispensa ecclesiastica che gli permette di leggere i libri messi all’Indice (”Index librorum proibitorum).

Nel 1883 pubblicò Le avventure di Pinocchio raccolte in volume.
Dal 12 aprile di quell’anno, e fino all’8 dicembre 1886, fu direttore del Giornale per i Bambini.

All’apice del successo, il 26 ottobre 1890, a un mese dal compimento del suo 64 anno, Collodi, mentre sta rientrando, muore per un aneurisma proprio sull’uscio di casa, è sepolto nel cimitero delle Porte Sante.

Perchè chiamare un burattino/bambino Pinocchio….

Geppetto: « – Che nome gli metterò? – disse tra sé e sé. – Lo voglio chiamar Pinocchio. Questo nome gli porterà fortuna. Ho conosciuto una famiglia intera di Pinocchi: Pinocchio il padre, Pinocchia la madre e Pinocchi i ragazzi, e tutti se la passavano bene. Il più ricco di loro chiedeva l’elemosina. – »

L’origine del nome non è chiara, secondo alcuni potrebbe aver preso spunto dall’odierno San Miniato Basso, che si chiamava appunto, a quei tempi, “Pinocchio”, che è anche il nome del rio che scorre nel centro del paese, era una località che Collodi conosceva bene: il padre, Domenico, aveva abitato per diversi anni nella zona del Pinocchio al servizio come cuoco di una ricca famiglia del luogo.

« C’era una volta…
– Un re! – diranno subito i miei piccoli lettori.
No, ragazzi, avete sbagliato. C’era una volta un pezzo di legno. »

Pinocchio, potrebbe essere una fiaba, inizia con “C’era una volta…”, però potrebbe essere anche una favola, perché ha dei personaggi animali umanizzati e ha una morale, quindi cosa voleva raccontarci Collodi?

Il protagonista è un burattino, umanizzato, burlone, giocherellone, facile a raccontare bugie, come un po’ tutti i bambini della sua età, ma con una particolarità, quando racconta bugie il suo naso si allunga.

La storia rappresenta un po’ il cammino e le avventure che ogni bambino deve fare per trasformarsi da burattino a uomo.

«Com’ero buffo, quand’ero un burattino! e come ora son contento di essere diventato un ragazzino per bene!…»

Nelle sue avventure Pinocchio conoscerà tanti personaggi che gli faranno capire la vita, il bene e il male, la voglia di rimanere bambini e il diventare grandi.

I primi personaggi sono chi la creato, i genitori o il genitore, Mastr’Antonio, vecchio falegname, soprannominato mastro Ciliegia per la punta del suo naso «lustra e paonazza, come una ciliegia matura» e Geppetto, «Un vecchietto tutto arzillo» intagliatore di legno, soprannominato «Polendina» per la sua parrucca color giallo-polenta e che somigliava a una polenta di granoturco.

Poi conoscerà il saggio, consigliere, la coscienza, il Grillo parlante, «paziente e filosofo», che abitava nella casa di Geppetto da più di cent’anni.

facebook_1514397548559

Chi gli farà da mamma o da sorella maggiore, con la sua bontà, cercherà di educare Pinocchio, trasformarlo in un burattino/bambino educato e studioso, la Bambina dai capelli turchini, chiamata anche Fata turchina, «una bella bambina, coi capelli turchini e il viso bianco come un’immagine di cera…».

Come in ogni fase di crescita, incontreremo sulla nostra strada i cattivi consiglieri e finti amici, che ci vogliono far credere a tutto con le loro bugie, il Gatto e la Volpe, due imbroglioni che campano di elemosina e raggiri fingendo di essere zoppo (la Volpe) e cieco (il Gatto).

Poi i primi amici di giochi, che non vogliono crescere e studiare, ti raccontano di posti dove ogni bambino potrà essere felice, che i genitori ci raccontano bugie per farci studiare, Romeo, il più svogliato e discolo compagno di scuola di Pinocchio, soprannominato “Lucignolo” perché, «suo personalino asciutto, secco e allampanato, tale e quale come il lucignolo nuovo di un lumino da notte.» che convincerà Pinocchio a seguirlo nel più bel paese del mondo: il “Paese dei balocchi”, dove:

«Non vi sono scuole: lì non vi sono maestri: lì non vi sono libri. In quel paese benedetto non si studia mai. Il giovedì non si fa scuola: e ogni settimana è composta di sei giovedì e di una domenica. Figùrati che le vacanze dell’autunno cominciano col primo di gennaio e finiscono coll’ultimo di dicembre. Ecco un paese, come piace veramente a me! Ecco come dovrebbero essere tutti i paesi civili!…».

Poi il cattivo dal cuore tenero, Mangiafoco, il burattinaio del “Gran Teatro dei Burattini”: «un omone così brutto, che metteva paura soltanto a guardarlo. Aveva una barbaccia nera come uno scarabocchio d’inchiostro, e tanto lunga che gli scendeva dal mento fino a terra: basta dire che, quando camminava, se la pestava coi piedi”.
Quando Pinocchio racconta al burattinaio della grande povertà di suo padre, questi gli regala cinque zecchini d’oro raccomandando al burattino di portarli subito a Geppetto.

Come ogni bella fiaba c’è il lieto fine, Pinocchio da burattino diventa un bambino buono ed ubbidiente, un scolaretto diligente, diventa grande.

Come un bella favola c’è una morale:

Ricordati che i ragazzi che vogliono fare di loro capriccio e a modo loro, prima o poi se ne pentono. “Collodi”

Poi come accade spesso da un bel romanzo nasce anche un bel sceneggiato, nel 1972 in televisione, Rai 1, viene trasmesso lo sceneggiato in 5 puntate di “Pinocchio” del regista Luigi Comencini, replicato, successivamente, in occasione del decennale della pellicola nel 1982.

Gli attori protagonisti furono Andrea Balestri (Pinocchio), Nino Manfredi (Geppetto), Gina Lollobrigida (Fata Turchina), Franco Franchi (il Gatto), Ciccio Ingrassia (la Volpe), Vittorio De Sica (il giudice), Lionel Stander (Mangiafoco), Domenico Santoro (Lucignolo).

personaggi

Una bellissima sigla cantata da Manfredi e un Pinocchio come quello del libro….

Screenshot-2017-10-9 Le Avventure di Pinocchio - Sigla Finale - Nino Manfredi - 1970 - YouTube

Un ricordo bellissimo….vorrei a volte tornare indietro per rivivere quei momenti di bambina….

Come ci racconta anche una canzone, “Lettera a Pinocchio” cantata da Johnny Dorelli:

Carissimo Pinocchio,
amico dei giorni più lieti,
di tutti i miei segreti
che confidavo a te.

Carissimo Pinocchio,
ricordi quand’ero bambino?
Nel bianco mio lettino,
ti sfogliai, ti parlai, ti sognai.

Dove sei? Ti vorrei veder,
del tuo mondo vorrei saper:
forse Babbo Geppetto è con te…
Dov’è il Gatto che t’ingannò,
il buon Grillo che ti parlò,
e la Fata Turchina dov’è?

Carissimo Pinocchio,
amico dei sogni più lieti,
con tutti i miei segreti
resti ancor nel mio cuor come allor.
Resti ancor nel mio cuor come allor.

Dove sei? Ti vorrei veder,
del tuo mondo vorrei saper:
forse Babbo Geppetto è con te…
dov’è il Gatto che t’ingannò,
il buon Grillo che ti parlò,
e la Fata Turchina dov’è??

Carissimo Pinocchio,
amico dei giorni più lieti,
con tutti i miei segreti,
resti ancor nel mio cuor come allor.

Curiosità:
Il vestito di Pinocchio, nel romanzo non vengono forniti particolari dettagli sull’abbigliamento di Pinocchio, però spesso è descritto come vestito con un cappello a punta, una casacca colorata e un paio di pantaloni lunghi fino al ginocchio (da qui chiamati «pinocchietti»).
Infatti, nel libro, si accenna a…”un vestituccio di carta fiorita, un paio di scarpe di scorza d’albero e un cappellino di midolla di pane”.

Conclusione:

“-Questo improvviso cambiamento in casa nostra è tutto merito tuo — disse Geppetto.
— Perché merito mio?…
— Perché quando i ragazzi, di cattivi diventano buoni, hanno la virtù di far prendere un aspetto nuovo e
sorridente anche all’interno delle loro famiglie.”

 

Giudizio finale:
5 libri

 

 

Buona lettura

logo scritto

 

Annunci

6 pensieri riguardo “Recensione 3: Le avventure di Pinocchio

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...